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Modellati dal cielo

commento 01-11-17Oggi ci è data la possibilità di gettare un’occhiata sull’uscio della porta del cielo come quando rimaniamo ammirati dalla finezza degli antichi portali delle Chiese romaniche, che mostrano i volti di uomini e donne che hanno visto e udito e che ora siedono accanto a colui che è la Sorgente del loro desiderio di pienezza umana. E se Cristo ci fa nota la nostra altissima vocazione, egli è la rivelazione, l’apocalisse che non racconta le cose ultime, ma quelle presenti, le quali accadono qui ed ora. Così la schiera di coloro che si sono fidati dell’Agnello immolato, si mischia con noi, i camminanti nei sentieri del vivere quotidiano, alla ricerca della Sorgente di amore  che da senso al nostro esistere. Un esercito di uomini e di donne che non faranno mai notizia perché non hanno a che fare con il potere che determina la storia, o con i grandi programmi politici che fissano le sorti dei popoli. Eppure le loro vite a volte semplici, fatte di umanità che sconfina nel divino, affascinano, quando l’esistenza  impone  di sostare avvolti da stupore inatteso e gratuito. Anche Giovanni nell’isola di Patmos, nel giorno del Signore, giorno della santità per eccellenza, riceve una singolare visione. Scorge quella moltitudine senza tempo che scaturisce da una Sorgente. La domanda posta dall’anziano (letteralmente il presbitero) non è curiosa ma di senso: “Da dove vengono?”. La Sorgente non la vediamo le conseguenze si! E perché veniamo da quella Sorgente e ad essa ritorniamo che la “grande tribolazione” non è il luogo in cui dimora la moltitudine, ma solo il suo passaggio, la sua Pasqua come quella vissuta dall’Agnello immolato, trafitto e rialzato. La medesima sorte appartiene a quanti lo seguono per la medesima via, i quali rivestiranno la loro fragile carne della veste nuziale che traspare la luce di Dio e la palma della vittoria alla cui ombra il male non potrà più far male.  La festa dei Santi è memoria della Pasqua realizzata in uomini e donne come me e come te, che sanno quello che siamo e tendono verso quello che stiamo diventando. Appuntamento annuale per sostare in compagnia di fratelli e sorelle che si “sono lasciati modellare dal cielo”. Appassionati sostenitori e realizzatori di quella strada evangelica che mescola con sapienza il divino e l’umano, di cui Gesù manifesta i tratti nel suo amabilissimo volto cercato da tutte le generazioni. Siamo veramente beati nella fatica dei giorni quando smettiamo di cercare noi stessi i nostri profitti, quando ci perdiamo nello sguardo dei miti e degli operatori di pace, quando ci facciamo sostegno degli affamati e dei perseguitati. Lì sentiamo che siamo fatti per la felicità e questa non si conquista da soli ma in compagnia.
Ultima modifica il Mercoledì, 01 Novembre 2017 10:23
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