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Divina compagnia

Commento 27-05-18Come possiamo raccontare l’Altissimo? Dio è intoccabile inavvicinabile, Totalmente Altro. Eppure, noi cristiani, abbiamo la pretesa di annunciare la “vicinabilità” di Dio. Chi è colui che rende vicino l’inavvicinabile e chi ci racconta la sua intimità? Il Dio intoccabile e inaccessibile dell’Antico Testamento, si era già rivelato come essere personale, attraverso l’Alleanza con Israele, aveva manifestato la sua parola e la sua azione. Tutta intera la storia della salvezza fin dalla creazione è ritmata dalla presenza di questo Dio amante che per gratuità crea l’uomo, lo custodisce, lo chiama a sé lo guida pazientemente. Israele ha coscienza che: “Dio è lassù nei cieli e quaggiù sulla terra e non ve né altro”(Dt 4,39). Cielo è terra sono gli estremi della creazione e ne indicano la completezza. In essa l’Altissimo pone l’uomo come signore, lasciando nel suo cuore le tracce del creatore di ogni cosa. Nel testo del Deuteronomio Mosè risveglia questa fondamentale coscienza, raccontando al popolo la singolare esperienza e il grande privilegio che il Dio dei Padri ha concesso. Una cosa inaudita: il popolo ha ascoltato la voce di Dio dal fuoco, ha visto le opere del Signore ed è rimasto in vita. Il Vivente che ha parlato nel fuoco inaccessibile del roveto, diventa visibile nell’umanità di Gesù di Nazareth il Figlio prediletto del Padre, che annuncia quanto l’uomo con le labbra, non avrebbe mai potuto pronunciare: “Abbà Padre”. Gesù è il Figlio che rivela in maniera definitiva nella storia il volto, la parola e l’azione di Dio. Egli proviene dall’intimo grembo del Padre, dal quale scaturisce ogni dono e dal quale il Figlio è nato prima di tutti i secoli. In Gesù abbiamo ricevuto lo Spirito che ci permette di scoprire la nostra vera identità: “Figli nell’unico Figlio”; è quanto Paolo afferma: “Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio” (Rm 8,16) . Nel Figlio, si compie il mistero della compagnia di Dio ( Is 7,14; Mt 1,23), annunciata nel fuoco del roveto (Es 3, 14), sostenuta durante il pellegrinaggio del popolo nel deserto, garantita dalla parola dei profeti. Gesù, è accanto all’uomo ieri oggi e sempre. Nella promessa con la quale si chiude il Vangelo di Matteo: “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”, risuona l’Io Sono, cioè il nome dell’Onnipotente, colui che ha ogni potere in cielo e in terra. E’ la totalità del cosmo a narrare la gloria e la potenza di Dio (Sal 19). Gesù risuscitato dal Padre e vivificato dallo Spirito, ha il potere di ridare vita all’uomo e di renderlo figlio diletto dell’Altissimo. Questo potere la Chiesa annuncia: “andando e ammaestrando tutte le nazioni”, sfidando le logiche del potere mondano che non servono l’uomo, e lo rendono schiavo di se stesso e del suo orizzonte limitato. La verità che viene qui dichiarata è manifestazione della comunione di cui Dio vive e che può diventare progetto di vita per l’umanità. Nello stesso tempo, la contemplazione ammirata dell’opera di Dio, è riconoscenza che porta l’uomo alla salvezza e prepara a scoprire chi è colui che la compie.

Davide Carbonaro


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