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Contraccolpi del maligno

commento 10-06-18La gente al seguito di Gesù aveva già riconosciuto che in lui opera una potenza eccezionale non paragonabile a quella dei detentori del potere spirituale del tempo. I semplici lo riconoscono quale segno della presenza di Dio. D’altro canto abbiamo appreso dall’evangelista Marco che l’identità messianica di Gesù è “professata” da quanti sono posseduti dal potere del demoniaco. L’espressione satana, diavolo, indica in effetti, chi è colui che opera il male dentro e fuori l’uomo. E’ appunto il “divisore”. Il suo progetto subdolo e apparentemente affascinante, è di dividere e ingannare il cuore umano per radicarvi la sua dimora. Ma il progetto di Dio, la sua incarnazione nella nostra fragile carne, dice la pretesa di Gesù, lui è “il più forte”, l’unico che può prendere dimora nel cuore umano spesso predato e reso schiavo dai contraccolpi del maligno. L’accusa palese che i “teologi” sostengono è che quel potere di Gesù viene dal male è opera di Satana. E’ l’ultimo tentativo del “avversario”, “padre della menzogna” la cui sorte è già segnata e disegnata nel calcagno della donna che schiaccia con l’umana discendenza la testa altera del serpente. L’uomo con il peccato sperimenta la sua nudità e la sua astuzia ( in ebraico i termini si equivalgono). Il serpente che appartiene al regno animale ingannando l’uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio, vuole portarlo nel regno del bestiale. Tuttavia, quella primordiale promessa salvifica: “ti schiaccerà il capo” ricorda all’astuto manipolatore, che l’uomo è comunque destinato al Regno di Dio. Comprendiamo la risposta di Gesù ai teologi che lo considerano posseduto e ai parenti pazzo. Scaccio Satana con il dito di Dio e questo dice che il Regno è in mezzo a voi. E’ il dito che ha scritto le 10 parole prima sulla pietra del Sinai e poi nel cuore dell’uomo. Gesù sperimenta in questo momento la sua solitudine: “venne tra i suoi e non lo hanno accolto”. Il rifiuto ha un peso notevole, tanto che l’espressione: “Bestemmia contro lo Spirito Santo”, ha a che fare con lo scarto ostinato della verità, intesa non come una opinione o sentenza, ma la persona del Figlio di Dio. Gesù coglie la sfida. Non sarà l’ultima volta, ancora dovrà lottare con il divisore nella notte del tradimento quando la “nuova famiglia” costituita non da legami di sangue, lo abbandonerà nell’ora in cui egli si abbandonerà alla volontà del Padre suo. Lì Satana, sarà definitivamente sconfitto e coloro che d’ora in poi si riconosceranno “fratello sorella e madre” di Gesù, sapranno come sconfiggere il Male che ha i suoi giorni contati.


Davide Carbonaro
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