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Senza prezzo

commento 26-08-18Gesù si ritrova in compagnia di quei dodici che erano stati scelti perché stessero con lui. Gli altri? Se ne sono andati. Troppo duro quel pezzo di pane da mandare giù. Una parola granitica, per chi cerca garanzie nel far vivere la fragilità della carne, invece di accogliere il soffio vivace dello Spirito che è la vita dell’Eterno. Senza quella forza siamo destinati a tornare presso le botteghe dell’umano a mendicare, o contrattare il pane che diventa duro ed immangiabile nel tempo. Gesù offre la garanzia della durezza, della fortezza di una parola che ha a che fare con la Vita. Lo sparuto gruppo degli intimi, dentro quella Sinagoga di Cafarnao, sembra comprendere la forza e la solitudine di questo strano Rabbi che sfama le folle e si offre lui stesso come cibo del cielo per chi cerca la vita sulla terra. Gesù chiede a loro e a noi di scegliere. Di scegliere Lui, vita di Dio, che mette in relazione gli uni gli altri. Questo ha un costo: il prezzo del pane; di più, il prezzo della sua vita, donata gratuitamente e liberamente. Amore senza prezzo e senza misura. Un linguaggio duro per chi è abituato a calcolare, a misurare non solo il proprio rapporto con il prossimo, ma anche quello con Dio. Della grande predica di Gesù apparentemente fallita, rimane un piccolo resto chiamato a scegliere. Sciegliere cosa, o meglio chi? La dottrina-disputa sul pane, o la persona di Gesù che si fa pane, e insegna ai suoi a farsi cibo, nutrimento per la fame di vita che è nell’uomo. Scegliere, in tale contesto, significa porre le proprie fondamenta su quella “parola dura”, che rimane fedele a Dio Padre e all’uomo. Parola data che non si perde dentro il fascino del dominio e del possesso, ma che genera uomini e donne libere ieri e oggi. Volete andarvene anche voi? Io ci sto! Io sono qui e cammino deciso per la mia strada verso Gesrusalemme, questa è la direzione, volete seguirmi? Questo il prezzo del pane non mangiato a sbafo. La risposta del cocciuto, ma tenerissimo Pietro è sorprendente. Dove vuoi che andiamo? Abbiamo compreso che tu sei la dimora di Dio, la casa che ci accoglie, la tavola imbandita che ci dà la vita. Pietro e gli altri per adesso non se ne vanno, fuggiranno la sera prima della morte di Gesù, quando egli darà loro il suo corpo ed il suo sangue ed insegnerà a ripetere quel gesto in sua memoria. Ma tutto questo Gesù lo sa fin da principio ed aspetta con pazienza e misericordia le fughe dei discepoli di ieri e di oggi.

Davide Carbonaro
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