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In principio

commento 07-10-18Le mani di Dio plasmano, accompagnano, abbracciano. In queste mani è la vita dell’uomo fin dall’inizio. Siamo come bimbi in braccio alla madre. A queste mani torniamo ad affidarci condotti da Gesù prima di Mosè, all’origine, alla sorgente dell’amore e dell’amare, dell’affidabilità e dell’amabilità. Lì infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati si ritrovano. Da dove abbiamo appreso allora la terribile arte di lasciare, abbandonare, respingere, condannare? C’è una durezza del cuore, afferma Gesù, che non permette al sogno di Dio di esprimersi appieno. Non siamo pensati per la solitudini, siamo attrezzati per la comunione. E’ dal cuore dell’uomo dirà Gesù, che sorgono le divisioni e le contraddizioni, le fatiche e le chiusure. Fin dall’inizio l’umano è segnato da un profondo dono di comunione da non confondere con la confusione. Le uniche separazioni ammesse in questa storia di amore sono quelle operate da Dio creatore: la terra, le acqua, il sole, la luna, il firmamento; fino all’uomo separato dalla terra, ma fatto di terra e di soffio divino. Terra mischiata con Dio. Da Adamo ferito e dormiente Dio separa ciò che gli “corrisponde” per sanare la sua solitudine. Dal padre e dalla madre non scelti, l’uomo e la donna si separano per scegliersi ed essere una sola carne. La parola biblica “ciò che gli corrisponde”, nasconde una serie di significati. Non solo l’uno di fronte all’altro, ma l’uno di fianco all’altro, come anche uno contro l’altro. Questa pluralità semantica racconta la complessità della relazione che fin dal principio, è chiamata, sotto la mano creatrice di Dio ad essere continuamente costruita, edificata. Allora le separazioni, i ripudi, le fragilità del vivere insieme, accadono quando costruisco da solo, senza l’altro. Nel cammino verso Gerusalemme in una casa abilitata ad accogliere le relazioni domestiche: marito moglie figli e fratelli, Gesù ci fa partire dall’inizio, da Dio che congiunge ed abbraccia. Si riparte dal suo punto di vista e non da quello dell’uomo. Dal punto di vista della croce in cui il nuovo Adamo dormiente, sposa e genera tutti noi. Tra l’inizio ed il Vangelo c’è questo bambino a cui Gesù ci vuole riportare , c’è il suo abbraccio benedicente, la sua mano creatrice.

Davide Carbonaro
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