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Sul filo della spada

commento 24-02-19Un torpore colpisce Saul come Adamo all’inizio. Il Signore genera novità anche dalle relazioni infrante. La spada posta sul capo, a difesa delle paure del re scomunicato, annuncia il suo prossimo destino. Davide toglie la spada, con la quale poteva colpire il suo avversario. Non lo fa. Il segno del potere arrogante ora è nelle sue mani. Davide non lo usa per ristabilire la giustizia o perpetrare la vendetta. Alza la voce per annunziare che il male si può sconfiggere non con la spada, ma lasciando al Signore il compimento della giustizia e della fedeltà. Occorre attendere “l’ultimo Adamo” quello che divenne “datore di vita” per condurre l’uomo fatto di terra, con le sue passioni e i suoi inganni, al “celeste”. All’Uomo Nuovo, sono attribuite parole nuove, inedite, che non hanno a che fare con la stanca filosofia o l’intrigante moralismo dei compromessi. Per accogliere la parola di novità, è necessario essere ascoltatori: “Amate i vostri nemici”. Parola che cade come una bomba tra le quiete ed ipocrite coscienze del perbenismo, o le lotte di potere fratricida. Attenzione, non, fai del tutto per avvicinare il tuo nemico; comprendi perché si comporta così; giustifica il suo operato. Tu ama e basta! Amare è la parola chiave dell’annunzio evangelico e non nei suoi significati di attrazione, o amicizia, ma di pienezza del dono. Oltre misura, volgendo la guancia e tacendo se è necessario. L’amore silenzioso, martiriale, donativo tace, come Gesù di fronte all’arroganza della sua innocente condanna. C’è del bestiale nell’uomo, che solo l’amore può trasformare. Dall’amore scaturiscono come da una sorgente il bene, la benedizione e la preghiera, accompagnate dal verbo fare. I discepoli di Gesù sono architetti del bene, costruttori della pace anche dentro le piaghe della più ignobile corruzione. L’ultimo grido come quello di Gesù sulla croce, è la preghiera che non ha risposte umane, ma divine. Amare il nemico non è cosa facile, né da dirsi, né da farsi. E’ pazzia di fronte alla ragione umana. Tuttavia, può accadere come un miracolo del cuore, quando mi lascio guidare da Gesù dentro il bene dell’altro, per ritrovare il mio ed il suo autentico volto. Se non impariamo da lui a lasciare dietro a noi l’odio e l’amarezza, ne saremo sempre prigionieri. “Volete essere felici per un istante, vendicatevi. Volete essere felici per sempre, perdonate”. Ma il perdono non è ancora amore, è libertà, gioia, benevolenza, dominio di sé. Il perdono non cambia il passato, muta la destinazione del futuro. L'amore, che passa per la via del perdono, pone le premesse perché il male non attecchisca.

Davide Carbonaro
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