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Ultimo atto

commento 24-11-19L’ultimo atto dello spettacolo di Satana. Ci sono tutti gli ingredienti di un teatro dell’umano fallimento. Vuole rubare la scena il divisore. Non più le nude pietre del deserto di Giuda, quaranta giorni di sudore e privazione, né il pinnacolo del Tempio, con lo scenario di un regno promesso. Ora, è la nuda pietra del Calvario che fa da palcoscenico a tre condannati. La regalità è annunciata da un rozzo cartello sul capo di Gesù, appeso al pinnacolo della croce: “Il Re dei Giudei”. Satana riprova a tentarlo. Stavolta presta le sue parole alla platea, costituita dal popolo, dai capi e dai soldati. Se tu sei quello che hai detto, salva te stesso! Salta giù! Il principe del sospetto iniziale, sa bene come istillarlo. Intanto porgono a Gesù dell’aceto, vino adulterato, amore andato a male. Ma egli ha un’altra sete, il suo amore ora è al culmine. Sa bene di essere Figlio, si fida totalmente del Padre che non lo abbandonerà in potere della morte. Non ha bisogno di dimostrare chi è. Al miracolo-spettacolo, desidera la fede libera dei figli, che assomigliano a lui. Per questo egli è venuto tra gli uomini. Trent’anni di silenzio a Nazareth, tre anni di parole mischiate ai gesti di misericordia. Dietro a sé ha voluto uomini e donne libere. Uomini e donne che hanno sperimentato la gratuità. Eccola la regalità di Gesù: Salva gratis! Non vuole mercanti del sacro, non vuole assoggettati al potere della prestazione. Allora salva me! E’ tremenda quella maestà che nessun uomo può toccare, ma si è fatta così vicina. Più ti sto vicino e scopro che la mia vita è salva. Sorgente d’amore! A rubare la scena al Principe della menzogna, è uno che degli inganni ha fatto il suo mestiere. Sorpresa finale del vangelo lucano della misericordia. Rimprovera Satana mettendolo a tacere e prestando la voce a Gesù che tace. Il silenzio degli innocenti, davanti al grido dei corrotti. Ancora Gesù ha qualcuno dalla sua parte. Sono parole libere quelle del “ladro buono”. La bontà e la bellezza sono attratte dall’amore. Attirerò tutti a me dirà Giovanni. E’ uno degli ultimi, di quelli che hanno accompagnato il pellegrinaggio terreno del Messia, a riconoscere la sua identità. La salvezza è inscritta nel suo nome: “Gesù ricordati di me quando sarai nel tuo regno”. Promettimi che non morirò da solo. E Gesù gli rivela che il segreto del Regno è stare con lui per sempre.

Davide Carbonaro
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