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Sabato, 23 Gennaio 2021 09:27

Ripescati

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La notte la passavano a scrutare il nero pesto di quel lago chiamato mare, pescoso e fecondo, talvolta tempestoso e intrigante. La vita trascorre da una rete gettata e trascinata a riva, alla conta e lo scarto che prepara le reti per una nuova pesca. Dentro questa quotidianità ripetitiva e onesta il gruppetto dei pescatori  percepisce dei passi insoliti, sente una voce nuova rispetto al vociare del mercato del pesce. Era salito dalla Giudea il giovane rabbi. Ancora attaccata ai suoi piedi la polvere del deserto e l’acqua del Giordano che lo aveva consacrato Figlio di una predilezione paterna proveniente dall’alto. Ora e lì tra le rive del lago a scrutare la maestria di questi uomini del mare, abili nel far venire alla luce dall’abisso i pesci. Far venire alla luce, ha a che fare con la vita e quei pesci sono destinati alla morte perché altri possano vivere di loro. Giovanni è stato arrestato Gesù ora è solo, ha abbandonato il gruppo dei discepoli del Battista con il quale ha condiviso la profezia e la giovane esistenza. Egli ormai ha consapevolezza che quella Parola discesa su Giovanni è proprio lui, il falegname cresciuto nell’anonimato di Nazareth.  Egli è quel Vangelo, benevolenza di Dio, che spinge i cuori a tornare indietro. Già, è proprio vero,  la prima conversione l’ha operata Dio nei confronti dell’uomo, egli  che non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva. Dio ritorna sulla terra, ritorno all’uomo e lo trasforma in sua dimora. Ora attende che l’uomo ritorni a lui.  Comincia così lo straordinario viaggio del Vangelo di Dio, che attraverserà le città degli uomini, immergendoli dentro il suo amore. Chiede di cambiare la vita e il mestiere. Non più la falegnameria e la pescheria con le quali si apprende l’arte del vivere il quotidiano. La posta in gioco ora e la vita eterna. Gesù chiama a sé i primi discepoli perché vuole trasformarli in artigiani dell’umano, in pescatori di umanità che vive per sempre. Un Vangelo nuovo che chiede di abbandonare ciò che è di prima e di camminare dietro di lui. Egli è la strada: “Venite dietro a me”. Dove condurrà questa via? L’accenno all’arresto del Battista che apre la scena, prepara la consegna e il destino del giovane rabbi di Nazareth. Il primo a essere immerso nella morte sarà proprio lui e a Gerusalemme, dove muoiono i profeti. Ma l’ultima parola sarà quella del Padre che ripescherà dagli abissi la sua e la nostra vita.

Davide Carbonaro

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