2025

Il Vescovo Ferrada Moreira ha presieduto la Celebrazione Eucaristica della Solennità di Santa Maria in Portico

Il Vescovo Ferrada Moreira ha presieduto la Celebrazione Eucaristica della Solennità di Santa Maria in Portico

Nel cuore del Rione Campitelli, la comunità si è riunita con grande devozione presso la chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli per celebrare la Solennità dell’Apparizione dell’Icona della Romanae Portus Securitatis, avvenuta secondo la tradizione il 17 luglio dell’anno 524. A presiedere la solenne Celebrazione Eucaristica è stato S.E. Mons. Andrés Gabriel Ferrada Moreira, Arcivescovo e Segretario del Dicastero per il Clero, accolto con calore dai fedeli e dai Chierici Regolari della Madre di Dio, custodi del santuario mariano.

In un’atmosfera di intensa preghiera e raccoglimento, la liturgia ha rappresentato il culmine di un’antichissima memoria che lega la città di Roma alla protezione materna di Maria, venerata in questa chiesa con il titolo di Santa Maria in Portico. Una tradizione che si rinnova da oltre quindici secoli, alimentata dalla fede di generazioni di romani.

Durante l’omelia, Mons. Ferrada ha proposto una riflessione profonda sull’identità di Maria come discepola del Verbo, più che come madre secondo la carne.

«Beati ancora di più coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica» (Lc 11,27), ha detto il presule, evidenziando come questa parola del Vangelo orienti l’intera vita cristiana.

Il cuore del messaggio si è incentrato sull’ascolto autentico della Parola di Dio, distinto dal semplice “udire”:

«Ascoltare, dal latino auscultare, significa custodire nel cuore ciò che Dio ci comunica e lasciarsene trasformare», ha spiegato l’Arcivescovo.
Maria è modello di questo ascolto profondo: accoglie il Verbo, lo medita, lo vive nella fedeltà. Anche i cristiani, come lei, sono chiamati a entrare in un dialogo di salvezza con il Signore, specialmente attraverso la lectio divina e i sacramenti, in particolare l’Eucaristia.

Particolarmente toccante è stato il ricordo di un momento personale vissuto con Papa Francesco. Dopo un incontro privato a seguito del ricovero del Pontefice, il Santo Padre avrebbe rivolto a Mons. Ferrada queste parole:

«Andrés, non smettere di pregare».
Un’esortazione semplice e potente, capace di illuminare il senso del ministero e della vita cristiana: prima del fare, viene l’essere, e l’essere nasce dalla relazione orante con Dio.

Nel tratto finale dell’omelia, l’Arcivescovo ha rinnovato la supplica alla Vergine:

«Ringraziamo con gioia la nostra Patrona, Santa Maria in Portico, per la Sua presenza e protezione materna nella nostra esistenza quotidiana. Le chiediamo di aiutarci a sviluppare l’amicizia con il Signore Gesù, affinché Egli ci conceda la gioia di continuare a collaborare come operai nella sua vigna».

La liturgia si è conclusa con la Benedizione Solenne sui presenti e l'intera città di Roma, accompagnata da canti tradizionali, mentre l’Icona miracolosa risplendeva tra incenso, fiori e luci, segno della continua intercessione della Madre del Signore.

“Beati coloro che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica” – è la promessa che risuona ancora oggi tra le mura della chiesa di Campitelli e nei cuori dei fedeli, chiamati a vivere ogni giorno come discepoli missionari, sotto lo sguardo amorevole di Maria.

 

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