2026
Chi è Gesù... e chi sono io?
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«Voi, chi dite che io sia?».
Ci sono domande che sembrano attendere una risposta. Questa, invece, fa qualcosa di più: apre una strada. Gesù non interroga i discepoli perché abbia bisogno di sapere cosa pensano di Lui. Li conduce a guardare dentro se stessi.
Pietro prende la parola: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». È una professione di fede, ma accade qualcosa di inatteso. Gesù non si limita a confermare le sue parole. Risponde parlando di Pietro: «Tu sei Pietro».
È uno degli scambi più belli del Vangelo.
Mentre Pietro riconosce l'identità di Gesù, Gesù rivela a Pietro la sua vera identità.
Forse è proprio questo il cuore della fede. Noi passiamo la vita cercando di capire chi siamo, quale sia il nostro posto, quale senso abbiano la nostra storia e le nostre fragilità. Il Vangelo suggerisce un cammino diverso. Prima ancora di cercare noi stessi, siamo invitati a incontrare Cristo. È nello sguardo che Lui posa su di noi che impariamo a riconoscerci.
Pietro, infatti, non è ancora la roccia. È un uomo fragile, impulsivo, capace di entusiasmi generosi e di profonde cadute. Eppure Gesù lo chiama con un nome nuovo e gli affida una missione. Non vede soltanto ciò che Pietro è in quel momento, ma ciò che la grazia può compiere nella sua vita.
Lo stesso accade a Paolo. Agli occhi degli uomini è un persecutore; agli occhi di Dio è già l'apostolo delle genti. Il Signore non guarda soltanto il passato di una persona: vede il futuro che il suo amore può aprire.
Anche noi rischiamo spesso di definirci a partire dai nostri limiti, dai nostri errori o dai giudizi ricevuti. Cristo, invece, continua a chiamarci per nome. La fede nasce proprio da questo incontro: quando smettiamo di costruire da soli la nostra identità e lasciamo che sia il Signore a rivelarci chi siamo.
La domanda del Vangelo, allora, non appartiene soltanto a Pietro. Raggiunge ciascuno di noi.
Chi è Gesù per me?
Perché dalla risposta che daremo a questa domanda dipenderà, forse più di quanto immaginiamo, anche la scoperta della nostra identità più vera.