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itendees
Sabato, 14 Luglio 2018 09:36

Un bastone ed un amico

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commento 15-07-18A due a due, come se Gesù stesse operando una nuova creazione. Perché nel sogno di Dio non c’è la solitudine, ma la comunione, il camminare uno a fianco all’altro. Ed i primi passi di quel Regno che non è frutto dei poteri umani, nasce dal nuovo comando: “andate insieme”, non portate voi stessi, non mettete avanti le vostre opere, ma fidatevi di me. E’ diverso il potere di Gesù da quello umano. Non trattiene, fa uomini e donne libere, guarisce il cuore nel profondo, offre parole di pace e di gratitudine. L’evangelista Marco ci sta raccontando come Gesù, quelli che scelse e sceglie non li volle come truppe di assalto, né asserviti al potere, ma servitori dell’amore che spinge oltre e verso l’altro. Ecco perché quelli che gli scelse e sceglie stanno con lui per mandarli, come se i due gesti si realizzassero nella contemporaneità. Non c’è missione senza intimità con il Signore e viceversa. Scelse quelli che volle! Non ero profeta né figlio di profeta, possedevo le mie capacità, le mie esperienze, ma tu mi hai preso e mi hai chiamato. Mistero di quella vocazione che non sceglie per bravura, competenza, o risorse, ma con gli occhi dell’amore: “fissatolo lo amò!”. Dio ha bisogno della compagnia degli impotenti perché si realizzi la bellezza, la verità la giustizia del suo Regno. E’ tutto qui il potere nelle mani dei discepoli, che cacciano il maligno sedimentato nelle divisioni del cuore umano e nella malattia che paralizza e toglie la vita. Si va insieme senza pesi inutili, con un bastone ed un amico, uno per sostenere le fatiche del corpo, l’altro per raccogliere le delusioni e le gioie della vita. Un giorno Gesù lo dirà: “il mio peso è leggero”. Sostenibile leggerezza dell’amore che amplifica i gesti del Signore, torna ad abitare la casa degli uomini con la dolce ostinazione della pace anche quando ti sbatteranno la porta in faccia. Toglierai i sandali sulla soglia dell’umano soffrire anche quando il cuore è ostinato. Sottrarrai vittime al dolore e alla morte generando fiducia in quel Dio Padre di Gesù Cristo, che non priva i suoi figli del necessario.

Davide Carbonaro
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