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Sabato, 16 Febbraio 2019 10:17

A ripetizioni d’amore

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commento 17-02-19Luca sceglie la pianura per far risuonare sulle labbra di Gesù il Vangelo della beatitudine. Dal basso, da una prospettiva orizzontale, che abbraccia tutti. Una geografia universale quella sua, perché la felicità, la ricerca del bene, è inscritta nel cuore di ogni uomo sulla terra. Quel “voi” e quel “ora” ci interpellano, stabiliscono una straordinaria continuità con la pagina evangelica ascoltata. Gesù ormai è sulla sua strada, tra un po’ si dirigerà con decisione verso Gerusalemme. L’incontro con lui conduce al bivio della decisioni. Scegli il bene o il male, la vita o la morte, la benedizione o la maledizione, la felicità o i compromessi. Insomma, scegli di seguirmi! Gesù si pone sulla via segnata dai profeti che hanno indicato nella scelta personale, la propria adesione all’amore di Dio. Egli che ha promesso di essere presente in coloro che lo amano con cuore retto e custodiscono la sua Parola. Un esercito di seguaci, molti di loro bocciati dalla vita, una confusione di dialetti, di costumi, di differenze, vanno a ripetizioni d’amore dal Maestro di Nazareth. Li accomuna quella parola condotta dalla dolce brezza della pianura di Galilea: “Siate felici!”. Dio vi predilige. Ha scelto di stare dalla parte di chi è povero, ha fame, piange, è rifiutato. Non ripete il miracolo di Cana, non trasforma la povertà in ricchezza, ma chiede ai poveri di trovarla lì la gioia, tra le piaghe del bisogno, tra gli occhi gonfi di pianto, nei cuori saturi dal disprezzo. A contatto con se stessi con quello che si è e si ha, radicati al bene, come l’albero lungo i corsi d’acqua, apriremo vie di solidarietà, di fiducia di confidenza. Al contrario, chiusi in se stessi, nella propria autosufficienza, con la pancia gonfia e la risata sulle labbra, rischiamo di rimanere sulla superficie dell’aridità, come il Tamerisco del deserto, solo, infelice e senza frutti. Su quella pianura di Galilea Gesù mette le fondamenta per la costruzione del Regno, per lasciarsi abitare da una umanità stanca e senza pastore. Tu, in fondo, sei la mia felicità. Abitare te mi fa felice!

Davide Carbonaro

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