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Sabato, 07 Luglio 2018 16:00

Debolezza e forza

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Commento 08-07-18Nel mistero del profeta rifiutato si ripete lo scarto di Dio e della sua Parola, esperienza che il popolo di Israele ha vissuto in un continuo e paradossale tentativo di rifiuto-accoglienza: “non hanno rigettato te, hanno rigettato me” (1Sam 8,7). I profeti chiamati ad annunciare la Parola dell’Eterno, non vengono ascoltati perché scomodi, perché provocanti, perché puntualmente mettono a nudo il cuore indurito del popolo. Con la loro vita denunciano situazioni di compromesso e di ambiguità nei confronti della legge di Dio e mettono in guardia da posizioni che oscurano e deformano il suo volto. Qui si manifesta la fragilità e la potenza della Parola di Dio che Paolo annuncia, consapevole di lasciare trasparire nella sua debolezza la potenza dell’Altissimo. La percezione del limite non deve produrre nel discepolo amarezza o sconforto, al contrario lo deve rendere fiducioso, perché l’evangelizzazione è prima di tutto impegno di Dio. Debolezza e forza sono gli estremi dell’annuncio evangelico, sperimentati dai testimoni di ogni tempo. Gesù, nonostante lo scandalo provocato dalla sua persona, continua a predicare: “ascoltino o non ascoltino” (Ez 2,5). Dall’insuccesso e dal rifiuto dei suoi, sa di essere profeta, l’erede di tutti i profeti che hanno parlato in nome di Dio nell’Antica Alleanza e che gli resero testimonianza come il vero Profeta promesso da (Dt 18,15). L’opera di Gesù può essere limitata dal comportamento dell’uomo che si oppone risolutamente, ma è altrettanto vero che è lui a non voler compiere miracoli là dove non c’è alcuna disposizione a credere. La generazione di Gesù presenta analogie con la generazione del deserto, quella che accompagnò Mosè nel cammino verso la terra promessa. Incredula e ribelle, sempre assetata di miracoli e restia a fidarsi di Dio (Nm 14,11-22). Anche noi oggi sperimentiamo come la Parola del Signore fatica ad entrare nel cuore reso autosufficiente da posizioni inattaccabili. Siamo testardi e duri quando il processo di conversione è ostacolato dal tentativo di adattare il Vangelo alle nostre esigenze. Siamo distratti da tante attese e incapace di rileggere la nostra storia. Eppure, Dio in Gesù, non si stanca dell’umanità, continua a fidarsi della nostra parola, della parola della Chiesa, quando senza pretese è a servizio della Parola dell’Eterno per la salvezza dell’uomo.

Davide Carbonaro
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