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Domenica, 05 Gennaio 2020 15:30

Luce amica

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Partono pieni di stupore con gli occhi nel cielo a scrutare questa traccia di luce e con la domanda nel cuore: “Dove è il Re dei giudei che è nato?”. Ci assomigliano questi misteriosi personaggi descritti da Matteo. Lui li chiama letteralmente Maghi non perché esperti di arti magiche o servitori dell’occulto, ma perché curiosi di leggere gli eventi descritti in cielo che rispecchiano gli accadimenti sulla terra. I Magi ci ricordano che non siamo fatti per stare con lo sguardo fisso sui nostri perché, ma che la luce, misteriosa bellezza di Dio, ci dirige per uno sguardo più ampio, orientato per l’appunto, carico di desideri che ci proiettano in alto e non di bisogni che ci imprigionano nel basso. Quella luce amica suscita al contempo stupore e nostalgia, muove i passi dei cercatori di verità. Ma come accade in ogni viaggio verso la propria liberazione, la luce a tratti scompare, si rimane soli con poche certezze. I Magi perdono la stella. Come si fa a smarrire un astro che pulsa nel cielo carico di buone notizie? Forse l’hanno fissata troppo, forse hanno sostituito la luce con l’autore della luce; la loro sete di verità con colui che può dissetare la verità del cuore. La sosta diventa più ardua, la ricerca più intima. Smettono i Magi di fare calcoli umani ed accendono domande nella città degli uomini, dove altre luci conservate nella forza della Parola, rimangono nascoste sotto il moggio e non brillano nel lucerniere. Sussurrano gli esperti della Parola che quella luce intravista, prenderà dimora in una piccola casa, in un piccolo villaggio, nel punto più basso della terra. Perché chi abita l’altezza dei cieli ha deciso di abitare in mezzo alla bassezza dell’umano. Così è scritto, così la luce della profezia ha lasciato traccia nei segni della parola umana. Quella parola rimane conservata, nascosta, viene proclamata con distacco ed indifferenza, fa paura, è scomoda per chi vuole dominare e non servire. Ma è sufficiente per i cercatori di verità per coloro che desiderano conoscere dove abita Dio; dove egli prepara la dimora per la nostra umanità. La luce dell’astro riprende nuovamente vigore. Ora è pieno giorno nella piccola casa carica dell’umano che traspare il divino. Una madre ed un bambino tutto qui! Dio delle sorprese! Tanta strada per questo! Si, perché Dio ne ha fatta tanta per incontrarci ed ora ha deciso di avere il volto e la voce di un bimbo, il grembo e lo sguardo di una mamma. Che donare a chi ha tutto, a chi è tutto. Quello che portano con sé non è altro che memoria di ciò che il bambino sarà, testamento di un nuovo inizio per l’umanità redenta. Lì dove l’uomo ha fallito, c’è un’altra strada, un’altra possibilità per essere amati.

Davide Carbonaro

Letto 136 volte Ultima modifica il Mercoledì, 29 Gennaio 2020 15:37
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