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Sabato, 06 Giugno 2020 10:10

Dire Dio

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Una danza che mette insieme cuore e corpo, non una formula matematica o una immagine geometrica. Eccolo Dio che si rivela nella Parola, posta sulla creazione fin dal principio. Da questo movimento di danza, dal nostro Dio in uscita, ritrovo la mia identità quell’immagine i cui tratti pieni sono sul volto di Gesù di Nazareth. Non badarono a sottigliezze. La creazione non fu solo una questione estetica, ma l’inizio di una relazione che rimanda ad Altro. Ogni volta, infatti, che l’umano vede suo fratello potrà dire: “E’ tutto suo Padre”. È sorprendente, sostenere con franchezza che la via per dire Dio rimane l’umano. Più recupero la mia umanità e più posso raccontare il mio Dio, perché di lui noi siamo fatti, in lui ci muoviamo ed esistiamo. Dio crea non per contemplare se stesso, ma per uscire da sé ed amare: “Egli ha tanto amato il mondo da donare suo Figlio”. Cos’è la creazione se non un dono; cos’è la mia vita se non un dono; cos’è l’incontro con il Dio comunione tra il Padre il Figlio e lo Spirito Santo se non un Dono: “Noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. Dunque il nostro Dio è relazione e noi non possiamo far altro, che scoprire il senso della nostra vita dentro le relazioni che abitiamo e che ci abitano. Ogni volta che lo Spirito soffia nella mie e nella tua vita, ci riporta a questa Verità. Allora Verità non sarà un insieme di contenuti, di cose appartenenti al passato, o nozioni da apprendere. Verità, è il Dio di Gesù Cristo che pellegrino bussa alla tua e mia porta e chiede di essere ospitato. Verità, sta nella sapienza che non conosce tutte le cose, ma che continuamente apre all’alterità. Non ha le risposte immediate come vorremmo, ma indirizza il cuore e la vita verso un Altro e verso un Oltre. Più frequento la Verità persona, più divento vero. La “festa della Trinità” è la festa del nostro futuro, futuro dagli orizzonti ampi. Se il futuro che cerchi, rimane impigliato dentro le tue piccole verità, circostanziato agli spazi del quieto vivere, impigliato dentro le tue paure e solitudini, questa sarà la tua verità futura. Ma se sarai aperto alla comunione che chiama ad uscire da sé, a creare spazi di accoglienza ed integrazione, quello sarà il tuo futuro. Una vocazione di comunione che continuamente fa nuove tutte le cose.

Davide Carbonaro

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