2026
San Giovanni Leonardi, la cura dell'uomo come via al Vangelo
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Venerdì 9 ottobre, nella chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, a Roma, la comunità dell’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio ha celebrato la solennità di San Giovanni Leonardi, Fondatore dell’Ordine e figura significativa del rinnovamento della Chiesa tra il XVI e il XVII secolo.
La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta da S.E. Mons. Claudio Giuliodori, Assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Nell’omelia, il presule ha proposto tre riflessioni sulla vita del santo, mettendone in luce l’attualità: la vocazione, l’evangelizzazione e la riforma della Chiesa.
La ricorrenza assume un significato particolare nel ventesimo anniversario della proclamazione di San Giovanni Leonardi a patrono dei farmacisti, avvenuta nel 2006. La sua esperienza professionale, maturata prima della scelta sacerdotale, offre infatti uno spunto per riflettere sul rapporto tra lavoro, vocazione e servizio.
Richiamando il dialogo con alcuni giovani universitari delle facoltà di medicina, farmacia e professioni sanitarie, Mons. Giuliodori ha ricordato che «la professione non è tutto». Le competenze e la realizzazione professionale sono importanti, ma non possono esaurire il senso dell’esistenza, che comprende anche gli affetti, le relazioni e i grandi progetti di vita.
La vicenda di Leonardi mostra come le capacità acquisite possano essere orientate verso una forma più profonda di cura della persona. L’uomo, infatti, non porta soltanto una domanda di salute, ma anche una domanda di salvezza. La vocazione cristiana invita a guardare alla persona nella sua interezza e ad accompagnarla all’incontro con Cristo.
A illuminare questa missione sono state le parole del profeta Isaia: «Lo Spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione» (Is 61,1). È l’annuncio che Gesù assume come programma della propria missione e che continua a indicare alla Chiesa la strada del servizio ai poveri, della consolazione e della liberazione dell’uomo.
Il secondo tema dell’omelia ha riguardato l’evangelizzazione e la formazione cristiana, dimensioni essenziali del carisma leonardino. Dalla catechesi dei più piccoli alla formazione degli adulti, San Giovanni Leonardi comprese che il rinnovamento della Chiesa doveva passare attraverso l’educazione alla fede e la capacità di annunciare il Vangelo con linguaggi adeguati.
Mons. Giuliodori ha richiamato, a questo proposito, una delle sfide più urgenti per la Chiesa di oggi: trovare «la strada giusta, la forma appropriata, il linguaggio adeguato» per parlare alle nuove generazioni. La formazione e l’iniziazione cristiana non possono ridursi a semplici adempimenti, ma devono diventare autentici percorsi di incontro con Cristo.
La missione nasce infatti dalla passione per il Vangelo e dalla consapevolezza che la fede ricevuta è un dono da condividere. È questa convinzione che animò il Fondatore e che continua a orientare la vita e il servizio dell’Ordine della Madre di Dio.
Il terzo aspetto ha riguardato San Giovanni Leonardi come promotore della riforma ecclesiale. Nel Memoriale inviato a papa Paolo V nel maggio 1605, il santo indicò la necessità di un rinnovamento capace di coinvolgere la vita spirituale, la formazione e la missione della Chiesa.
Commentando questa intuizione, Benedetto XVI, nell’udienza generale del 7 ottobre 2009 dedicata al Fondatore, affermò: «Capì che ogni riforma va fatta dentro la Chiesa e mai contro la Chiesa». Una convinzione che conserva tutta la sua attualità: il vero rinnovamento non nasce dalla contrapposizione, ma dal ritorno al Vangelo e dalla conversione del cuore.
In questo orizzonte si colloca anche la fondazione dell’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio, chiamato a proseguire nella Chiesa la missione ricevuta dal Fondatore attraverso la vita consacrata, il ministero sacerdotale, la formazione e l’annuncio del Vangelo. La sensibilità missionaria di Leonardi si estese inoltre alla Chiesa universale: insieme a mons. Juan Bautista Vives e al gesuita Martín de Funes, contribuì al progetto che avrebbe condotto alla nascita di Propaganda Fide.
A conclusione dell’omelia, Mons. Giuliodori ha rivolto un pensiero particolare ai giovani, sottolineando l’importanza di offrire loro riferimenti credibili e di accompagnarli nel discernimento della propria vocazione. La testimonianza di San Giovanni Leonardi continua a ricordare che la vita acquista pienezza quando i talenti diventano servizio e Cristo rimane al centro delle scelte personali ed ecclesiali.
La celebrazione di Campitelli si è conclusa con l’invito ad affidare all’intercessione del Fondatore le nuove generazioni e quanti sono impegnati nella loro formazione, chiedendo la grazia di rinnovare lo slancio missionario della Chiesa e di annunciare il Vangelo con coraggio e fedeltà.