2026

Dio prepara una festa

Dio prepara una festa

C’è qualcosa di sorprendente nella parabola del Vangelo di questa domenica: Dio prepara una festa e gli invitati non si presentano.

Il re ha preparato il banchetto per le nozze di suo figlio. Tutto è pronto, ma gli invitati hanno altro da fare. Uno va al proprio campo, un altro ai propri affari. Non sembrano mossi da ostilità verso il re; semplicemente, hanno altre priorità. 

Forse è proprio questo il particolare che ci interpella. Non sempre ci allontaniamo da Dio perché abbiamo smesso di credere o perché vogliamo rifiutarlo. A volte lo lasciamo sullo sfondo, rimandando a un altro momento l’ascolto della sua Parola, la preghiera, il tempo da dedicare agli altri. Le giornate si riempiono e, quasi senza accorgercene, finiamo per non trovare più spazio per ciò che conta davvero. Il lavoro, gli impegni e le responsabilità fanno parte della vita. Ma può accadere che, presi da tutto quello che dobbiamo fare, perdiamo di vista il senso di ciò che facciamo.

Il re, però, non rinuncia alla festa. Manda nuovamente i suoi servi, questa volta ai crocicchi delle strade, e invita tutti quelli che incontrano. La sala si riempie di persone diverse, buone e cattive. Nessuno sembra avere un titolo particolare per meritare quel posto: è il re a chiamarli. Eppure la parabola non finisce qui. Tra gli invitati c’è un uomo senza l’abito nuziale. È un passaggio difficile, che ci ricorda come non basti trovarsi nella sala per aver accolto davvero l’invito. La grazia di Dio è gratuita, ma chiede di essere accolta e di portare frutto. Incontrare Cristo non lascia tutto come prima: cambia il nostro modo di vivere, di scegliere, di stare accanto agli altri.

È una convinzione che ritroviamo nella vita di san Giovanni Leonardi e nel suo invito a «ricominciare da Cristo», ripreso da papa Benedetto XVI nella catechesi a lui dedicata. Tornare a Cristo non significa ricominciare da capo per il gusto di ripetere le stesse cose, ma ritrovare in Lui la sorgente della nostra fede e lasciarci rinnovare dal suo Vangelo.

Anche dopo molti anni di vita cristiana, infatti, possiamo abituarci alle parole della fede senza lasciarci più mettere in discussione. Possiamo frequentare la Chiesa, assumerci responsabilità e svolgere tanti servizi, ma conservare modi di pensare e di agire che hanno poco a che fare con il Vangelo. Forse, allora, il Signore non ci chiede di aggiungere altri impegni a quelli che già abbiamo. Ci chiede piuttosto di domandarci se Lui è ancora al centro della nostra vita e se la sua presenza cambia qualcosa nelle nostre giornate.

Il banchetto è pronto e l’invito è rivolto anche a noi. Non basta, però, sapere di essere stati chiamati: occorre trovare il coraggio di rispondere e lasciare che quell’incontro trasformi la nostra vita.

È qui che comincia ogni autentico rinnovamento: ricominciare da Cristo, per imparare ancora una volta a vivere secondo il Vangelo.