2026

La pietra scartata

La pietra scartata

C’è una cosa che facciamo continuamente nella vita: scartiamo. Scartiamo ciò che non ci piace, ciò che non funziona, ciò che non corrisponde alle nostre attese. Una persona quando ci delude, una situazione quando diventa troppo difficile e, qualche volta, persino una parte di noi stessi che non riusciamo ad accettare.

Il Vangelo di questa domenica ci sorprende: «La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo».

Al centro della parabola c’è una vigna che il padrone non trattiene per sé, ma affida ai contadini. Ed è proprio qui che nasce il dramma: ciò che è stato affidato viene considerato una proprietà da possedere.

Anche noi possiamo dimenticare che la vita, le persone, il tempo e i doni che abbiamo ricevuto non sono semplicemente “nostri”. Ci sono stati affidati. E quando vogliamo possedere tutto, nasce anche la paura di perdere tutto.

I contadini arrivano perfino a rifiutare il figlio del padrone. È l’immagine della croce: il Figlio viene scartato. Ma proprio quella pietra rifiutata diventa la pietra d’angolo.

È questa la logica sorprendente di Dio. Quello che noi consideriamo una fine, Dio può trasformarlo in un nuovo inizio. Una ferita, un errore, un fallimento, una storia che avremmo voluto diversa: nulla di questo deve avere necessariamente l’ultima parola.

Non perché il male diventi bene, ma perché la grazia di Dio può ricominciare anche là dove noi vediamo soltanto una pietra da scartare.

Per questo san Paolo ci invita a non lasciarci dominare dall’angoscia: «In ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti». Pregare significa anche questo: consegnare a Dio ciò che non possiamo controllare, affidargli ciò che non riusciamo a risolvere.

E allora può nascere quella «pace di Dio, che supera ogni intelligenza». Non la pace di chi ha sistemato tutto, ma la pace di chi ha imparato ad affidarsi.

La vigna, però, è fatta per portare frutto. La fede non si misura soltanto da quanto preghiamo, ma anche da ciò che diventiamo: più misericordiosi, più pazienti, più capaci di perdonare e di ricominciare.

Forse oggi possiamo portare con noi una domanda: qual è la pietra della mia vita che sto cercando di scartare e che Dio, invece, potrebbe trasformare in una pietra d’angolo?

Noi vediamo una fine. Dio può vedere un inizio.

E ciò che noi vorremmo gettare via, nelle sue mani può ancora diventare fondamento.