2026
Non sia turbato il vostro cuore
Visite: 56
Il Vangelo di questa domenica ci porta dentro un momento carico di intensità: Gesù sta parlando ai suoi mentre si avvicina la sua Pasqua. Le sue non sono parole generiche, ma consegnate dentro una separazione imminente.
«Non sia turbato il vostro cuore».
Non è un invito a eliminare l’inquietudine, ma a non lasciarsi dominare da essa. Il turbamento c’è: i discepoli avvertono che qualcosa sta cambiando, che la presenza di Gesù non sarà più come prima. Proprio in questo passaggio viene chiesto loro un atto di fede.
«Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me».
La fede non nasce quando tutto è chiaro, ma quando si continua ad affidarsi anche senza comprendere pienamente. Non toglie il buio, ma impedisce che diventi definitivo.
La domanda di Tommaso esprime bene questa fatica: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?».
Gesù risponde in modo decisivo: «Io sono la via, la verità e la vita».
Non indica un percorso, ma offre se stesso. La via non è qualcosa da conoscere, ma qualcuno da seguire. È nella relazione con Lui che il cammino prende forma, anche quando resta segnato da incertezza.
A questa si unisce la richiesta di Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
È il desiderio di una certezza piena. Ma Gesù riporta tutto alla sua persona: «Chi ha visto me ha visto il Padre».
Dio si lascia riconoscere nel volto di Cristo, nella concretezza della sua vita. Non è altrove, ma presente.
Infine, la promessa: «Vado a prepararvi un posto».
Non è solo uno sguardo sul futuro, ma una luce sul presente: la vita non è senza direzione, né abbandonata al caso.
Così, il turbamento del cuore non viene negato, ma attraversato dalla fiducia. Ed è proprio in questo spazio che la fede può maturare.
Resta allora quella parola, consegnata come orientamento e come promessa: non sia turbato il vostro cuore.